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Il borgo
rinascimentale di Castellammare del Golfo
Nel 1501 Giacomo Alliata, barone della terra di
Castellammare col possesso del Castello, del caricatore
e della tonnara chiede licenza "per chiamarvi una
popolazione a riabitare le case antiche e di costruirne
di nuove essendo il paese diruto per vetustà e a causa
della guerra".
La "licentia populandi" accordata nel 1502 e confermata
da Napoli il 31 gennaio 1507 tuttavia non avrà effetti
immediati e ancora nel 1511 "Castellammare era deserta e
non si vedeva altro che rovine". Solo nel 1560 Pietro de
Luna comunica ai giurati di avere autorizzato il
castellano ad assegnare "lochi per fare case, lochi ben
visti a lui, juxta la forma che altri volti in vari
loghi si sonno dati".
Tuttavia il ripopolamento avviato non ebbe successo, per
come accaduto in altre realtà dell'isola: l'incremento
demografico per quanto ci è dato conoscere è talmente
esiguo (dai 500 abitanti del 1500 si passa nel 1630 a a
790) da far escludere la possibilità di una
considerevole immigrazione.
Il motivo di tale insuccesso o comunque del ritardo con
cui si completa l' operazione (al 1653 gli abitanti sono
1.279) va ricercato, oltre che nella scarsa sicurezza
offerta dalla terra di Castellammare, soggetta alle
incursioni saracene, le quali nel periodo considerato si
ripetono frequentemente, nella mancata assegnazione
assieme ai posti casa, delle terre circostanti il nucleo
da popolare
Una descrizione di Francesco Negro di accompagnamento ai
grafici dallo stesso redatti e trasmessi a Madrid nel
1640 per la compilazione dell' Atlante delle fortezze
dell'isola, su incarico di Luigi Moncada duca di
Montalto, aiuta a comprendere quale fosse la dotazione
di attrezzature urbane, la consistenza del nucleo
abitato di Castellammare e rafforza la tesi su esposta
circa i motivi dell'insuccesso dell'operazione di
ripopolamento.
"Il Castello di Castello a mare è fondato sopra uno
sporgimento che fa un Rocca nel mare in guisa di
penisola sollevata da quello per tutte le parti ben
accomodato col suo fosso, e per la parte di levante ha
una cala ben coperta e comoda detta la Plaiola de i
Palermitani la quale è abbracciata ed assicurata da un
poggio, che la soprastà per ogni parte - alla parte di
ponente ci è la cala o il porto comodo per barcariccio,
e per vascelli grossi attorno alla quale vi è il
carricatore et altri edifici per l'esercitio della
tonara. Ambe queste cale sono molto bene scoperte da
esso castello, et il fosso già detto si termina nell'una
e nell'altra cala. Nella punta verso mare dello
sporgimento delle Rocche vi sono certe rocche basse
isolate in mare con certe sirti che difendono il
castello à non vi lasciar avvicinare l'inimico. Il
castello è ben munito e circondato di Mura, con i suoi
parapetti stretti all'antica, e correnti tutti in
coperto nella parte di Mezzo giorno nella Gola vi sono
due Torrioni, con le sue piazze, In difesa della porta,
del Ponte, e del fosso di quello, et anco delle cale, e
del remanente del Borgo e la Campagna. nella parte di
tramontana vi sono due corpi uno più alto dell'altro con
le loro parapetto che difendono l'ingresso del Porto, e
dell'altra cala, e scuoprono bene di lontanissimo nel
golfo, e la punta anco della porta con la cala delli
Gigli. Dalla parte di mezzo giorno lontano da 300 passi
in circa, ci è un tumulo di Terreno detto il cozzo delle
Vigne, il quale stà a cavaliere al castello, ed al
borgo, e signoreggia tutta quella campagna. In questo
luogo si ha disignato farvisi un forte per ciò che
importa la securtà, non solo della fortezza ma anco di
tutto il paese dando all'inimici addito a lui, per certi
valloni ben coperti dalla parte di mezogiorno, e della
cala detta il Petrolo assai pericolosa a tutta questa
contrada. Sarebbe assai necessario nella punta della
porta farvisi la Torre di guardia tanto desiderata in
difesa di tutto quel sito. La quale si risponderebbe con
Castellammare et assicurerebbe tutta quella spiaggia
verso tramontane."
Solo nel 1587 verranno completate le mura della città e
negli anni successivi la città continuerà la sua
espansione fuori le mura con un tessuto irregolare,
caratterizzato da una serie di vicoli e isolati in cui
l'unica forma pianificatoria riscontrabile sarà data
dall' asse della Via Maestra, di accesso alla porta
principale della città murata tardo cinquecentesca.
Quando al 1798 gli abitanti saranno 6000 nella città
sarà possibile individuare tre stadi morfologici ben
distinti: il nucleo del castello, la città murata e la
città fuori le mura.
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